Il calcio balilla è made in Spagna
Natale 1936, guerra civile spagnola. Nella fervida mente del quindicenne Alejandro Campos Ramirez sorge un’idea a dir poco brillante: dato che molti bambini come lui, feriti dalle bombe cadute su Madrid, non possono giocare al calcio, pensa di inventare qualcosa di simile ma che si possa giocare quasi da fermi. Nasce così il gioco che si diffonderà ovunque e sarà noto in Italia come Calcio Balilla, affascinando in tutto il mondo intere generazioni di ragazzi e di adulti. Campos Ramirez, noto con il nome di Alejandro Finisterre, si è spento alcuni giorni fa a Zamora, in Spagna: da ragazzo ebbe la folgorante idea guardando una partita di ping pong (che stranezza, vero?) e diede poi tutte le istruzioni a un amico falegname, affinchè fabbricasse quello che diventò il primo "futbolin" della storia: alcune assi attaccate fra loro e dei pupazzi in legno montati su delle aste. Un prototipo molto rudimentale, ma il gioco che tutti noi conosciamo aveva già preso vita. L’invenzione venne brevettata nel 1937, ma il giovane inventore perse i disegni e il progetto mentre fuggiva in Francia attraversando i Pirenei. A proposito, sapevate che esiste anche la FICB? Cos’è? Ma la Federazione Italiana di Calcio Balilla, ovviamente!